L’estate è un periodo caldo per gli studenti e molti di loro soffrono di ansia da esame.
L’ansia da esame è la generica paura di essere bocciati ad un esame, o di ricevere un brutto voto, che colpisce la quasi totalità degli studenti. A volte diventa così invalidante da compromettere seriamente la carriera scolastica dello studente colpito.

 

Come si presenta l’ansia da esame

Il problema si presenta accompagnato da fastidiosi sintomi fisici: tremore, tachicardia, eccessiva sudorazione, senso di soffocamento, nodo in gola, oppressione al petto, nausea, diarrea,  mal di testa. Frequenti anche i pensieri ricorrenti: scenari immaginari in cui l’esame va male, accompagnati spesso da imbarazzo e vergogna.

Il problema è ciò che ci diciamo di noi stessi in relazione all’idea che l’esame vada male: sono un fallito, non sono abbastanza intelligente, gli altri sono più bravi di me, sono stupido, non combinerò nulla di buono nella vita. Tutti questi pensieri invadono la nostra mente e diventano “veri”, non lasciano lo spazio per fare l’unica cosa sensata quando si ha un esame: studiare.


“Meno lo vuoi, più lo avrai”

Come viene spesso ricordato, l’ansia non è di per sé cattiva. Preoccuparsi va bene. Se mi pre-occupo (ossia, mi occupo prima di qualcosa) mi preparo nel modo migliore per affrontare l’esame. L’ansia invece ha spesso l’effetto di paralizzare chi ne soffre, che “fuso” con i propri pensieri catastrofici, non fa nulla di costruttivo per la situazione. Inoltre, essere in ansia per una situazione, ci dice che quella cosa per noi è importante: stiamo facendo una cosa importante.

L’ansia da esame non va “combattuta”, è inutile provare a distrarsi o imporsi di non pensare, semplicemente perché non funziona: i pensieri e le emozioni collegate non vanne via a comando e, comunque, torneranno non appena passata la distrazione. Per i pensieri e le emozioni disturbanti vale la regola: “meno lo vuoi, più lo avrai”.

 

La soluzione per l’ansia da esame

La Mindfulness propone una soluzione in 5 passi:

1.      Tornare nel qui e ora: respirare e portare l’attenzione al proprio respiro, al proprio corpo ed ai propri sensi, aiuta la mente a tornare nel qui e ora e a non farsi travolgere dai pensieri e dalle preoccupazioni sul futuro.

2.      Vedere i propri pensieri: la Mindfulness aiuta a vedere i pensieri per ciò che sono…esattamente solo pensieri. Immaginate di vederli proiettati su uno schermo come al cinema: sono lì, fuori dalla vostra testa e non possono farvi male se non glielo permettete.

3.      Fare spazio alle proprie emozioni: le emozioni fanno male, proprio fisicamente male. Notate dove sentite la vostra ansia e poi cercate di non mandarla via. Anzi, respirate attorno e dentro quest’emozione. Appoggiate una mano sulla parte del corpo che vi fa più male e sentite il calore che vi trasmette. Non dite “non la voglio”, ma accoglietela come una vecchia amica che sta soffrendo.

4.      Convogliare la propria attenzione: quando la mente ed il corpo sono più calmi perché non più impegnati in una lotta contro l’ansia, siete liberi di dirigere la vostra attenzione dove è più funzionale. Per esempio, nello studio se state preparando l’esame o in ciò che dovete dire o scrivere se state affrontando la prova.

5.      Ricordare i motivi profondi: riportate alla mente perché questo esame è così importante per voi, che tipo di studente volete essere, quali valori vi spingono a studiare. Il risultato finale, il voto, assumerà meno importanza. Sarà più importante aver agito in linea con la persona che volete essere.


La Mindfulness richiede pratica ed esercizio. Anche pochi minuti al giorno possono fare la differenza. È possibile provare ansia da esame Monza e superare una prova scritta o orale, lasciandosi alle spalle i giorni in cui, davanti al professore, si faceva “scena muta”.

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